Un gioiello nascosto di Milano: la Pietà Rondanini
Chi non vorrebbe godersi in assoluta solitudine un capolavoro di Michelangelo, all’interno di una costruzione affrescata? Ogni volta che capito nei pressi del Castelo Sforzesco difficilmente resisto alla tentazione di entrare ad ammirare, per qualche minuto, la Pietà Rondanini che Michelangelo scolpì negli ultimi anni della sua vita, quando era ormai ottantenne. Una deposizione mai finita, con ancora i segni dello scalpello, in cui il marmo ci consegna la figura di una madre e di un figlio: ma, contrariamente alla più famosa pietà romana, in questo caso sembra quasi che sia il corpo del figlio a reggere quello della madre, creando un tutt’uno che, sebbene incompleto, ha comunque una straordinaria forza. C’è la disperazione, il genio, la rabbia, la impotenza, la paura della morte e la voglia di creare: alcuni sostengono che questa fosse la statua che stava scolpendo per la sua tomba, con le ultime forze sia fisiche che creative. Dieci anni esatti fa il capolavoro è stato collocato all’interno degli Ospedali Spagnoli, a cui si accede dal cortile del Castello: e qui, nel silenzio e nella tranquillità, ci si può sedere e ammirare l’ultimo capolavoro di un genio che è stato a lungo di proprietà di privati. Nel 1952, su pressione di Fernanda Wittgens e anche tramite una sottoscrizione popolare, fu acquistata dal Comune di Milano che la destinò alle Raccolte Civiche del Castello Sforzesco. Curiosa anche la storia di queste sale: ospitavano un ospedale che è entrato in funzione nel XVI secolo e che è rimasto attivo fino al XVIII, destinato alle cure dei soldati delle truppe spagnole che occupavano la città e il territorio lombardo ma anche i malati di peste: gli affreschi del soffitto sono a tema religioso. In fondo alla sala le panche permettono di sedersi ad ammirare il capolavoro in tutta tranquillità. Ma domenica 6, in occasione della settimana del design ospiterà “Mother”, una sequenza continua di musica, luci e immagini che si ripeterà ogni 30 minuti curata da Bob Wilson, accompagnata da esecuzioni dal vivo (sino al 13 aprile) della preghiera medievale “Stabat Mater” nella versione vocale e strumentale del compositore estone Arvo Pärt: e sarà visitabile gratuitamente su prenotazione medica poi, sempre su prenotazione, dall’8 aprile al 18 maggio.
Orari: martedì-domenica ore 10-17.30 (ultimo ingresso ore 17). È possibile prenotare online o acquistare il biglietto presso la Biglietteria Musei del Castello.
Biglietti: Ingresso euro 5,00.Ridotto euro 3,00.Biglietto cumulativo per musei civici (durata 3 giorni) euro 12,00. Ingresso gratuito ogni giorno durante l’ultima ora di apertura e tutti i martedì dalle ore 14.
Per saperne di più di Fernanda Wittgens vi consiglio il bel libro di Rachele Ferrario edito da La nave di Teseo.