Che meraviglia quando vecchioni gioca con le parole!

Ascoltare Roberto Vecchioni è sempre una meraviglia: alla libreria Mondadori Duomo ha presentato il suo ultimo lavoro letterario “L’orso bianco era nero – storia e leggenda delle parole” (Piemme).

Un libro super interessante,  che gioca con le parole, con i sillogismi, con l’origine del linguaggio. Dal vivo, in libreria, ha appassionato tutti citando poesie e canzoni, commuovendo a tratti, stupendo sempre.

Un po’ come fa al suo appuntamento settimanale nel programma di Gramellini In altre parole, dove davanti alla sua tradizionale lavagna ha “battezzato” il libro parlando, appunto, di vocaboli e delle loro origini e della parola più cliccata: amore.

 

Fra indovinelli e rime di Montale tradotte per gioco in polacco, russo, ceco bulgaro tedesco e qualche altro idioma per poi ritradurle in italiano, con risultati estremamente divertenti (la donna che diventa uomo, per dirne una), la passione di Primo Levi per i palindromi, e i bisensi – questi valgono da soli il prezzo del libro, credetemi – ad ogni pagina è una scoperta, ogni riga uno spunto. Con la poesia che spunta, inesorabile, ad ogni giro di frase. L’orso bianco era nero è un libro da centellinare come un buon vino piemontese alla fine della sera, chiacchierando fra amici.

Roberto Vecchioni

L’orso bianco era nero 

Piemme